C’è fango e fango

Giù le mani dallo Jonio, perfida Cosenza. E soprattutto, fermiamo il fango di Iacchitè, patria di gentaglia e perditempo.

Ora che Flavio Stasi è sindaco, due conti li possiamo fare o no? Che ne dite, partiamo dal Giornalismo? E ripercorriamo i tanti episodi in cui il malfidato Gabriele Carchidi, padre padrone del Blog sott’accusa, ci ha sbeffeggiati tutti? Perché lui è l’artefice della fabbrica del fango targata maggio 2019. Oppure no?

No. E non perché Carchidi non sia uno che ci va giù pesante. Al Generale lo ha fatto nero. Pure troppo. Ma senza nascondersi dietro la mascherina del giornalista comunque super partes. Insomma, per essere chiari, il direttore di Iacchitè è stato il classico cagnaccio che sceglie un proprio avversario e non gli molla più le caviglie. E il resto della compagnia?

Tutti obiettivi. Salvo tartassare il candidato a sindaco Gino Promenzio in continuazione. Che uno quasi quasi un pensiero maligno se lo fa pure e ci resta l’amaro in bocca: ma vuoi vedere che qualcuno tanto oggettivo non lo è stato affatto? Vuoi ragionarci un po’ su quelle voci brutte che si rincorrono fino alla fine e sussurrano di simpatie e antipatie?

Altro che Iacchitè e i poteri forti cosentini. Che ci saranno (stati) pure ma poi ti scappa da ridere quando vedi qualche Cinghiale appresso alla statua di San Francesco. Lasciamo perdere Cosenza, allora, che è meglio. E cerchiamo di capire quanti altri cagnacci travestiti da bassotti ci sono stati in giro a urinare adesso qui e subito dopo lì. Lordando la città.

Ad alcuni non è bastata la sola simpatia… magari qualche regalo lo avrà pure avuto da questa o quell’altra parrocchia. Forse la promessa di fare parte del futuro Ufficio Stampa del Comune? A Corigliano e a Rossano il posto di portavoce dei sindaci ha sempre scatenato appetiti eccellenti e nessuno si scandalizza certo se ha fatto proseliti pure a maggio.

Con questo spirito più d’una penna s’è scatenata e non c’è stato scampo per il candidato antipatico e la stessa Verità. Che spettacolo degradante, il peggio per chi invece ha continuato ad andare con la schiena dritta: perché, grazie al Cielo, qualcuno non ha leccato il di dietro di nessuno né si è vendicato di qualche ex amico per ideologia o… gelosia personale.

E ora? Adesso viene il meglio. Come si posizioneranno i tanti cronisti obiettivi della nuova città? Aspettiamo e ne vedremo delle belle. Certi sedicenti intellettuali d’origine asiatica già ci hanno regalato un primo anelito della barbarie con cui dovrà fare i conti il nuovo Consiglio locale. Tuttavia, ancora non è niente. Purtroppo.

Perché c’è fango e fango. E francamente quello di Iacchitè puzza molto meno di quello marron-fogna di casa nostra.

(Corigliano Rossano, 14 giugno 2019)

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