Milla

Ci sono Versi che s’attaccano all’Anima come l’odore di fritto ai cappotti. E non se ne vanno più.

Capita quando la penna sta nel palmo di un’Autrice vera. Infatti, nell’oceano dei tanti poeti social, fotografi di giornata, artisti da corridoio, non tutto il legno che veleggia per il mondo arriva sano e salvo in porto. Maria Antonietta D’Onofrio non corre il rischio di naufragare, anzi. La sua è una bussola sicura. Le sue onde sono cavalli che sa domare senza mai il rischio di esserne disarcionata.

Ho conosciuto la dottoressa D’Onofrio divorando le pagine del suo Il silenzio che racconta la vita e il rosmarino. In quel racconto antico e modernissimo, sulla scena d’una Lucaniaicona in cui potersi riconoscere da qualunque latitudine a Sud, ho apprezzato la sensibilità di una testimone del Tempo che è stato, è – e probabilmente sarà – qui nella pancia della nostra Magna Grecia.

Una testimonianza forte, lirica anche nella prosa, sincera. La scrittrice D’Onofrio sa come far propri i ricordi di una comunità, le parole di una generazione. Conosce, più di altri, la Voce del mondo femminile del nostro Mezzogiorno: con sapiente tocco fa vibrare i verbi, accarezza il lessico, fa esplodere strofe poetiche in cui chi non ha una bocca forte ha, infine, la possibilità di essere ascoltata.

La poetessa D’Onofrio usa i Versi come pugnali: riga le corde vocali dei più deboli, punge il cuore dei più aridi d’animo, disegna cicatrici nei nostri pensieri. Il lettore non può leggere le Opere della nostra in modo superficiale: nessuna distrazione è lecita al cospetto delle poesie dell’Autrice lucana: i termini s’ingrossano come fa il torrente nei calanchi. Devia il proprio corso, infine diventa fiume vero e si trascina dabbasso ogni sentimento, ogni riflessione.

L’ultima scommessa di Maria Antonietta d’Onofrio va oltre. Milla – singolare di mille è un’Opera complessa in cui la Parola e l’Immagine (s)corrono insieme verso la meta finale d’ogni racconto, d’ogni episodio. Ai Versi della D’Onofrio fanno da contraltare le Visioni di Malvidania, giovane Artista a tutto tondo capace di volare dai cieli della Musica a quelli della Graphic Art senza mai perdersi. Così stavolta, con icone che conoscono appieno il sapore di sale e argilla antica che impregna le labbra di chi sa percorrere i mille rivoli del dizionario poetico del volume.

Milla è il (buon) esito finale di questo particolare esperimento. Chi ha già amato i Versi della D’Onofrio resterà sorpreso dalla capacità dell’Autrice di coltivare il proprio estro poetico, rinnovandone il vigore tutte le volte che bussa al cuore dei suoi lettori. Ogni pubblicazione della scrittrice lucana, del resto, non è altro che un nuovo capitolo dell’Opera omnia di questa sensibile Scrittrice: un filo trasparente lega le Parole di Ieri e di Oggi, ricama il legame tra ciò che è stato e quel che sarà. Chi legge sa che sta viaggiando da tempo.

Milla è soltanto una tappa, allora. Forse la più… matura sinora. L’Autrice si ferma e racconta: si guarda attorno e descrive le sue Donne, i suoi Luoghi, i suoi Giorni. Non c’è il rischio di naufragare, in queste pagine: ma di perdersi sì, quasi subito e con una forza che ricorda certi temporali improvvisi delle migliori stagioni della nostra Vita. Ogni accento è un tuono ed echeggia forte tra occhi e Anima.

Poi, torna il sereno. Come sempre. Ed è questa la vera Magia di Maria Antonietta D’Onofrio…

Un commento su “Milla”

  1. “Ci sono Versi che s’attaccano all’Anima come l’odore di fritto ai cappotti. E non se ne vanno più.”
    Incipit da… Premio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi