Il nero estivo

Ciao, Estate 2020. E nessuno venga a ricordarci che la bella stagione finisca il 21 di settembre. Nella Sibaritide con agosto per lo più si chiude bottega.

Allora facciamo, già, due conti. Quanto è pesata la pandemia sugli ombrelloni della costa jonica? Fino a luglio tantissimo: pure per i costi relativi al rispetto delle varie norme sui contagi eccetera. Ad agosto si è respirato. E anche le stesse regole sono andate a farsi… insomma: se le sono dimenticate in molti.

Per lo più si è andato avanti come gli anni passati. Piano piano sono spariti i gel per le mani, poi le mascherine, poi il metro di distanza tra le sedie e i tavolini. C’è chi ha rispolverato il menu di carta da passarsi di mano in mano fino alla chiusura della stagione. Tutto come prima: salvo i prezzi aumentati causa… Covid.

Tutti, clienti ed esercenti, hanno socchiuso gli occhi e si sono tuffati in una grande danza collettiva e liberatoria per dimenticare i mesi della clausura nazionale. Un grande sorriso generale ha colorato l’estate locale. La voglia di ritorno al passato e a quando stavamo meglio ha coinvolto ogni cosa. Pure i registratori di cassa.

E così, pochi scontrini fiscali. E così, ombrelloni affittati a metà giornata per la solita amicizia nostra e amen. E così, soprattutto, tanti ragazzi e tante ragazze a lavorare ma in nero. Eccoli i veri immigrati dell’estate 2020: anche questi, gli stessi di ogni anno. Sono stati loro: camerieri, bariste, bagnini

E tutti, nella maggior parte dei casi, italianissimi e locali. A rompersi la schiena dalla mattina alla sera. Malpagati, maltrattati, non assicurati. Tutto come prima anche nel post canzoni sui balconi e nonostante la promessa made andrà tutto bene. Gli schiavi di sempre non sono mancati pure stavolta.

Nessuno però se n’è accorto: è una storia vecchia. Non la Finanza, non gli Uffici del Lavoro. Non la gente comune, il mondo politico, non quello culturale, non la Stampa. Come fantasmi, i nuovi immigrati sibariti ci hanno servito cicchetti, cambiato la tovaglia, aperto l’ombrellone. Per una estate bella e indimenticabile.

Ma non per loro.

(Rocca Imperiale-Cariati, 31 agosto 2020)

2 commenti su “Il nero estivo”

  1. Un altro mistero da risolvere è come imprenditori che avevano redditi quasi da, “fame”, abbiano dichiarato perdite notevoli causa chiusura

  2. Sante parole ,concordo !con la scusa del Covid e delle misure preventive che tanto preventive non sono state , parecchie attività commerciali e soprattutto i ristoranti ne hanno approfittato per alzare i prezzi ! Nei locali e nei lidi si assisteva ad assembramenti . Sui lungomari era impossibile passeggiare ! Prendere un gelato significava stare in fila mezz’ora e poi consumare il gelato in piedi perché non si riusciva a trovare un posto ! Ed intanto a fine agosto si sono verificati gli aumenti dei nuovi contagi , come si prevedeva ! Niente di nuovo , i viaggi in paesi endemici ed ad alta incidenza di contagi hanno portato i propri frutti ! L estate era meglio godermela nel proprio paese ! Ma ormai si dovrà sol ok ricorrere ai ripari ! Tanto sarà L igiene pubblica a venirci incontro con i tamponi ! Che Dio c’è la mandi buona !

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