Storia breve di Periferia

Ci sono posti che nessuno sa. Pure se ci abita. Pure se ne predica. Sono i luoghi delle nostre Periferie. Quel Sud di cui alla fine ci scordiamo.

Non sono più giovane. Ho un po’ di anni sulle spalle, almeno sulla carta d’identità (ma pure addosso, purtroppo). Per cui poco mi sconvolge o mi meraviglia. Compresa la solita tarantella elettorale che risveglia troppi orsi dal loro letargo. E li fa scatenare in lunghi elenchi di rimedi, magie e medicine per questi stessi, sfortunati luoghi.

Osservo allora, in questi giorni, tante (troppe?) levate di scudi a favore di questo o quell’altro angolo del territorio. Tutti ora ne sanno i problemi, ne scorgono e accarezzano l’anima, ne parlano l’accento. Chi poi ci vive da sempre, apriti cielo: ci sta il modo per cambiare il senso della Storia e loro lo conoscono. Votateli e lo faranno, il miracolo.

Sarà. Però, i più maligni, e io tra loro… beh, qualche domanda l’abbiamo e non è facile trattenerla. Per cui, specie quando si tratta di menti eccelse e sommi Savonarola e scienziati, resta un grande e irrisolto mistero: come mai, anche in forza della loro presenza sul campo, sinora poco hanno fatto e sortito per queste disgraziate Periferie?

Lor signori risponderanno che hanno denunciato, hanno organizzato, hanno raccontato. E qualcuno, ingenuo o cortigiano?, ci darà pure man forte. Ma se girate i vicoli, se ascoltate la voce delle pietre e della calce, se davvero avete voglia di conoscerla tutta la storia, allora scoprirete che si tratta di chiacchiere. Strategie per arrivare a fine mese.

A me, per esempio, è capitato di incontrare due statuette su una panca di creta. Signò, che manco a vvoi vi rivedremo dopo maggio – mi hanno detto senza troppi convenevoli: Come quei filosofi che vengono allo Scalo e dicono che sanno tutto e possono tutto. Non ho saputo rispondere, salvo promettere ulteriori visite pure a urne chiuse.

E intanto? Cercherò di fare a pugni col bruciore di stomaco che mi viene a ogni proclama ed Ego in scena in queste ore. Che tanto, da giugno, se le scorderanno tutti quelle due statuine. E la loro panca. E le Periferie.

Corigliano Calabro, 12 aprile 2019

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