Tolosa 2015 – Amare l’Italia

Volete amare l’Italia? Vivetela tra gli Italiani che abitano lontano.

Respirate il loro orgoglio. Trattenetevi dall’intraprendere le solite, e distruttive, passeggiate tra i pantani di certi argomenti da bar tutti nostrani: la politica, la crisi, la Juve.

No, andate oltre. Cercate di pensare che ci sta, nel mondo, chi la nostra Italietta ancora l’apprezza. E tanto.

A mente fredda, una settimana dopo, l’evento voluto a Tolosa da RADICI ha un peso specifico ancora maggiore. Le lacrime degli oltre 1200 innamorati della Penisola, giusto la sera di domenica scorsa, mentre il teatro tolosano tremava nell’urlo collettivo di “Va Pensiero”, sono una carezza che ci deve far riflettere.

La cronaca del week end di Tolosa è un lungo applauso per quelli dell’organizzazione. Il direttore Rocco Femia e i suoi collaboratori hanno messo in piedi un evento che non ha avuto alcuna ombra. Tutto è filato liscio e con classe, ma con il calore latino di chi, comunque, sa far sposare la professionalità con le corde del proprio animo.

Il messaggio di “Ritals” è stato subito manifesto: in Francia anche noi Italiani siamo stati (e torniamo a essere…) degli emigranti. Non lo dimentichiamo, ne andiamo perfino orgogliosi. E questo perché ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo saputo superare le maldicenze, il lieve razzismo popolare transalpino. Fino ad arrivare a essere “francesi” ma con il cuore tricolore.

RADICI stessa, questa pubblicazione ormai così autorevole in Francia, è il “segnale” di questo sforzo e di questo “esserci riusciti”. Non è il giornale del folklore, della facile retorica, del “sole amore e mandolino”. Ma un osservatorio serio su una Cultura in divenire, una piazza cara agli intellettuali dei due Paesi, uno spazio in cui confrontarsi e anche, se capita, scontrarsi.

Per questo proprio a RADICI è riuscita l’impresa di far rivivere l’Italia che (da noi non c’è) nelle due giornate di Tolosa. E anche noialtri italiani-italiani, ospiti da quelle parti per poche ore, abbiamo avuto i brividi. Siamo rimasti attoniti, sorpresi. Abbiamo vissuto l’emozione dei nostri fratelli che credevamo ormai estranei. Abbiamo avuto il piacere d’essere italiani. E basta.

Un attimo è bastato e non ci siamo più vergognati della nostra Italietta. Tutt’altro. Ne siamo stati fieri. Noi con i nostri connazionali “francesi”. Noi con i francesi-francesi: “Noi amiamo l’Italia” ci hanno ripetuto in ogni dove lì, a Tolosa. Amare l’Italia, che dolce ritorno alle… radici.

Era la vera scommessa di Tolosa. Era la grande sfida. Un passo indietro per ricordare, un passetto nel presente per chiudere tanti conti… e un grande volo. Perché ora lo sappiamo: un futuro c’è ancora.

Grazie, Tolosa.

(15 febbraio 2015 – facebook)

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