Cos’è oggi una puttana?

Sibaritide, Anno del Signore 2011. L’estate non riesce a prendersi il suo spazio. I Comuni cadono perché, si dice, «malati di mafia». La gente si rifugia nei «bar alla moda». E si pensa poco, spesso a comando. O solo perché fa «tanto in».

Domanda facile facile, allora: in questo caos generale, che cos’è una puttana?

Attenzione, guai a rispondere restando al solo significato letterale del termine. È puttana, allora, la donna che offre le proprie grazie fisiche dietro un corrispettivo in denaro? Certo, è questo il significato tradizionale della parola. Magari da ampliare anche guardando alla prostituzione maschile. Ma basta?

No. Perché c’è da capire che cosa sia la «signora perbene» che si fa l’amante, odia il marito, ne disprezza la vita ma poi la sera torna a casa per «non perdere la sua posizione». E l’altra che in sei mesi trasforma l’amichetto danaroso in un «semi-padre» dei suoi figli? Ah com’è dolce l’odore dei viaggi «che tanto paga lui». Al pari della macchina «ultima serie» e del «parrucchiere della società bene». Come le definiamo queste due signore? Forse «arrampicatrici»? O semplici «ingenue»? Ennò, sono puttane e con tutti i cacchi.

E quei maschietti che lanciano la pietra del fango e subito levano la mano? Che si lavano la bocca con bei paroloni sulla «necessità di fare cultura» ma poi si guardano soltanto i fatterelli loro? Come sono bravi a lisciarti quando, assurdi, sono certi di averti preso per il naso. E se li contrasti anche solo un attimo? Ci mettono poco a lanciare uno sputo di dubbio o di maldicenza per affossarti e arrampicarsi sul tuo giusto malessere. Che cosa sono, costoro? Ma sì, puttane.

Ne vedo tante, di tali «puttane» appunto, pavoneggiarsi senza alcun ritegno. Leggono un manifesto mortuario e si vantano di aver mandato a memoria l’Enciclopedie degli Illuministi. Amano i soldi ma poi si incazzano se dici loro che «la libertà è un’altra cosa». Vorrebbero eccome avere quegli attributi che non hanno e ci restano male quando si accorgono che il Mondo ride di loro. Vorrebbero copiare la classe di certe donne davvero libere e di certi uomini davvero dignitosi. Ma non possono farlo.

Sono puttane. Hanno prezzi abbordabili. Possono atteggiarsi a grandi vergine e santocchie ma alla fine basta sventolargli in faccia trenta euro e ti fanno di tutto. Anche tradirti. Dimenticando…

Possono usare tutte le citazioni che vogliono e tutti i gioielli che si fanno regalare dai due fessi che le hanno comprate quando avrebbero potuto averle gratis. Basta che si facciano vedere in giro per scatenare una cascata di risate. E di fischi. E di improperi. È il loro destino. Se ne facciano una ragione.

(15 giugno 2011 – facebook)

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