La Politica rovina gli Artisti?

Potremmo archiviare tutto con un clamoroso «Ma-chi-sse-ne-frega!»: invece no. Ci scappa proprio di aggiungere un capitolo a una particolare vicenda…

Il grande polverone che si è alzato sul divorzio Caravetta-Ausoni non fa bene a chi sogna una «nuova Corigliano». Sa di vecchio nei toni. Per molti aspetti è inutile. Risponde solo all’orgoglio ferito delle parti.

I fatti sono semplici e per molti aspetti «naturali» se non peggio, ovvero ovvi. Uno dei padri del nuovo Movimento non si ritrova nelle linee generali dello stesso e alza bandiera bianca. Ci può stare. La novità – l’unica in questa vicenda – è che il nostro sbatta tutto in prima pagina, tra blog, Facebook e quotidiani.

Così Alfonso Caravetta. Che riesce, intanto, ad accendere il dibattito. E fin qui si potrebbe anche parlare di un aspetto positivo della vicenda. Se non che, specie leggendo alcuni link di Facebook, ecco che il confronto presto scade finanche in commenti più personalistici che globali. Con tanto di articoli sbandierati come vessilli di chi sa quale battaglia politica. No, non va.

Dispiace registrare questa battaglia al vetriolo. Anche perché, pure nell’occasione, l’egoismo ha la meglio sulla passione civica e sembra più di assistere a un duello tra ex amici e compagni di ventura che non a un’analisi, anche radicale e spietata, su dei temi di interesse pubblico.

Che fare, allora? Intanto, fermare i cannoni. Riordinare le idee e, se proprio non si riesce a ricucire, andare oltre. Corigliano vive un momento terribile della propria storia repubblicana e di tutto si ha bisogno salvo che di un replay delle peggiori modalità partitiche care ai vecchi baroni di sempre.

Voltare pagina e lavorare per una nuova e migliore Politica impone un diverso approccio sui mille argomenti locali. Compresi quelli propri di un «addio» in seno a un Partito o a un Movimento. Il maestro Caravetta ci metta una pietra sopra. E così facciamo i suoi ex amici Ausoni. C’è di meglio su cui scommettere e consumare le proprie energie.

Corigliano lo merita.

(14 giugno 2011 – facebook)

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