La mafia è una montagna di merda?

«La Mafia è una montagna di merda!». Lo urla al fratello minore Peppino Impastato. Così nella sua vita reale, qualche decina d’anni fa. Così nel celebre film I Cento Passi.

È il momento della ribellione contro le cosche della sua Sicilia, per il nostro Peppino. Pagherà con la vita anche questo affronto.
Dunque, «una montagna di merda». Sarebbe bello che qualcuno avesse il coraggio di urlarlo ancora. Urlarlo oggi. Magari nella mia Sibaritide dove esplode l’ormai famigerato caso «Santa Tecla» ed è il silenzio l’unica colonna sonora della società civile locale. Non una parola dalla Politica. Dalla Chiesa. Dalla Cultura. Dai Sindacato. Dall’Impresa…
A nessuno «conviene davvero» alzare ulteriori polveroni. La lotta alle Mafie? Una cosa è battersi il petto su Facebook, partecipare a Forum, inventarsi commenti alle Chat se c’è da indignarsi, che ne so, su Borsellino. Ma poi però, se c’è da guardarsi nei pantaloni e, maschietti e femminucce, vedere se ci sono ancora le ceneri di due attributi per attaccare il malaffare del proprio paese, allora sono dolori.
E poi, a chi conviene farlo? Un investigatore del territorio jonico, di recente, mi apre gli occhi: «Impresa onesta, ricchezze senza scheletri negli armadi? Guarda che se qui scaviamo per bene, scopriamo porcherie a tutti i livelli. Roba da mettere in ginocchio l’intera economia della Sibaritide».
È chiaro l’assunto? Di «santi» non ne abbiamo neppure l’ombra qui da noi. Chi vuole volare alto, chi non si accontenta «del giusto», qualche «patto col Diavolo» deve farlo per forza. E qui il «Diavolo» di chiama «’Ndrangheta».
Soltanto dei dubbi e basta? No, la realtà delle cose conferma il peggio. Un esempio, manco a dirlo, «terra terra». L’agricoltura è in crisi, la gente del settore piange, i prodotti spesso restano invenduti… eppure c’è chi sciala. Magazzini che fanno «ponti d’oro» con grandi Distribuzioni nazionali. Cooperative che assumono, dicono, e fanno proventi da paura. Piccoli e grandi «padroncini» che trasportano anche il nulla in nome di un comparto che boccheggia.
Dove sta il «segreto»? Ah, saperlo. Intanto, però, c’è chi fa le sue fortune anche ai margini di una crisi del comparto così grave ed evidente. Imprenditori bravi o fortunati? Oppure che?
«Una montagna di merda». Lo urla Peppino proprio nella Sicilia che conosce i grandi investimenti infrastrutturali dell’era-Moro. Resta inascoltato prima di essere accoppato. E qui nella Sibaritide, è tutto oro quel che luccica? E a che prezzo?
Una cosa è certa. La realtà d’ogni giorno è ben diversa dalla trama di un film. E io, come tanti, come troppi, con l’onestà non ci arrivo più a fine mese. Che fare, guardarsi attorno e capire in tempo il «meccanismo»? Forse…

(26 luglio 2010)

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