Calendari da colorare

Punto 15: devo rimboccarmi le maniche e fare il cambio di stagione.
Novembre già si consuma come un lumino e io non ne accetto le dinamiche.

Sfido i peggiori malanni di stagione continuando a indossare improbabili magliette di cotone a mezze maniche. Poi, però, mi lamento del raffreddore che non mi lascia in l’ace un solo istante.
Non ci sono andato al cimitero, io. Non ci vado mai, quasi mai, da un pezzo. Non ci riesco. Non ho la forza di dialogare con quei corridoi stretti tra le lapide e le cappelle. Non ce la faccio a venirmi a specchiare in quel marmo scuro che protegge la tua polvere. Ti lascio lì, da sola, Federica: ed è un altro pugnale che mi lacera l’anima.

Preferisco andare altrove. Venire da te, magari, Pitagora. Sentirti vicina mentre andiamo in giro senza una meta precisa. A volte ti fisso di nascosto senza dirti nulla. Tu te ne accorgi e mi chiedi cosa abbia e io invento favole. Ci sono istanti che è un peccato mortale sprecarli con le troppe parole. Questo “poco” a me basta per ora: sa di agre, non so come dirti meglio… sempre meglio del sale che avuto in bocca finora però, fidati. E domani ragioniamo.

Punto 16: devo cercare un calendario più colorato per il 2018.

(4 novembre 2017)

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