Zecche spesso. Sempre sinistri. Dinosauri in estinzione che ancora mangiano i bambini.
C’è un termine che mai come oggi è impopolare. Ha un ambito politico: tuttavia fa ormai parte della peggiore vulgata del nuovo Millennio. E se devi indicare qualcosa di becero, sorpassato e comunque pericoloso per il futuro del pianeta, eccolo lì pronto e disponibile: comunista. Una moda passeggera del Linguaggio comune? No: nulla di nuovo sotto il sole.
Basterebbe rileggere il buon Pasolini e avremmo subito le idee chiare sull’intera questione. L’Italia è un Paese fascista, diceva il nostro Poeta. Lo era prima dell’avvento di Mussolini e lo è stato (lo è) pure dopo il famigerato Ventennio delle camicie nere: lo è nei modi politici, negli apparati amministrativi, nel sistema economico, in certi modi di pensare, nell’approccio con la Cultura alta e con quella di massa. L’italiano è alla perenne ricerca dell’uomo forte: pure nella presunta Sinistra di recente è stato così. Allora giù con i Berlusconi e con i Renzi fino alla Giorgia nazionale.
Questo l’aspetto storico. C’è poi la didattica televisiva recente. Il sistema Rete4 (ma si indica un nome simbolico per non parlare del Gruppo Fininvest nel suo complesso) sa parlare alle pance della gente. Facciamo un esempio, del resto ben ancorato alla realtà, nessuno vuole nascondere la testa sotto la sabbia. Nelle nostre città chi sono i nuovi poveri, i più disperati e violenti? Gli stranieri, ovviamente: da anni non esiste una politica seria (e anche rigida) dell’accoglienza e questa gente vive ai margini della società italiana. Nella indigenza e miseria anche morale.
Si tratta di una informazione falsa? Certo che no: basta andare a Roma e accorgersi come queste persone siano pericolose in metro o in giro. Quindi l’informazione made in Rete4 non è falsa, no: ma parziale si. Guardatevi attorno, qui da noi: quanti stranieri ci sono che lavorano, mandano i figli a scuola, non disturbano neppure una mosca? E quanti ce ne sono a Roma? Ma all’informazione parziale interessa poco questo dato: deve raccontare di stranieri che non meritano l’Italia perché poi deve spiegare che li vuole la Sinistra, li portano qui i comunisti. E la gente ci crede.
Abbiamo fatto un esempio, me ce ne sono mille ancora. Ci sta un corteo di studenti in protesta per qualcosa che alla centesima manganellata lancia una bottiglia di plastica e scoppia il finimondo? Centri sociali comunisti alle spalle, è sicuro. Le città sono una giungla di delinquenza spicciola? Cacchi di sinistri che vogliono spogliare i corpi di Polizia. La gente perde le sue radici culturali cristiane? Maledette zecche che mettono certe idee in testa. Ci sta il Covid? Roba cinese e a Pechino c’è il Partito Comunista al potere.
Vi viene da sorridere? E non abbiamo ancora rispolverato il top dell’analisi: ci sta il vecchio muro di Berlino che è caduto (e voi ancora comunisti?), ci stanno i deportati di Stalin (e voi rossi non vi vergognate?), ci stanno le foibe di Tito (ma voi fate finta di niente, eh?). Intanto a Predappio aumentano i nostalgici del saluto romano, ma è folklore dai. E in maggioranza ci sta un giovanotto che si divertiva a vestirsi da nazista, ma era uno scherzo suvvia. Tutto merita l’oblio e il perdono a Destra, è più rassicurante voltare pagina senza tanta ansia, da quelle parti delle barricate.
A Sinistra no. A un certo tipo di Sinistra più radicale non si perdona nulla. Anche da noi. Perché finché è un cosiddetto moderato che storce il naso, beh pazienza: il guaio serio (e preoccupante) è quando ad avere i brividi ad accostarsi al termine comunista è chi si vanta di essere progressista (che poi che significa… progresssista?). Allora qualche dubbio ti resta e te le fai due domande. Magari ti interroghi a chi conviene non condividere più certe idee: non l’eventuale partito, non lo schieramento. Ma la traccia dei valori, il patrimonio storico, le grandi conquiste e le lotte sostenute per esse.
Ma guai a fare domande al progressista, che si offende pure, magari. E comunque la risposta ce l’ha, sempre uguale. Ti sciorina due pensieri rubati a Google, professa la sua indignazione per Gaza, sta dalla parte degli immigrati, è pronto a scendere in piazza e basta, soprattutto, con lo scempio della Costituzione… epperò poi, se appena spingi il piede sull’acceleratore e ti scappa qualche simbolo o qualche posizione un tantinello più radicale, ecco l’immancabile chicca, le mani avanti, lo scudo anti falce e martello: Perché io sono di Sinistra, ma…
Appunto, ma.
(Periferie, 21 Agosto 2025)
