Non c’è due senza… Rocco

Un delitto. Un cronista sperto, una zita che lo vuole più magro. E il nostro Sud cotto e mangiato.

La terza indagine di Rocco Amato si legge veloce come gli altri due precedenti episodi partoriti dalla fantasia e dalla passione per il genere Giallo di Francesco Sapia. Già periodicista, giornalista pubblicista, quindi fotografo e da sempre scrittore dalla penna facile, Sapia si ripresenta al pubblico con Il prezzo della libertà, appunto la terza indagine di Rocco Amato, edito anche stavolta da Scatole Parlanti.

Veloce accenno alla trama. Una avvenente brasiliana viene trovata senza vita nella sua abitazione in contrada Petra. Qualcuno l’ha spinta facendola sbattere fatalmente a un comò di casa: ma chi sarà mai stato? Amato, cronista della redazione locale del Piccolo del Mezzogiorno, comincia a cercare di venire a capo del complicato caso. Mentre vanno avanti le ricerche del cattivo di turno, il lettore segue anche la sua convivenza con Titti, la zita appunto: e, ancora, i rapporti con i colleghi cronisti, con il capo della Polizia del posto, con un nuovo e promettente collaboratore che ha tutto per emergere. Anche troppo.

Il resto va letto, se no che libro giallo è? Come per gli altri due già pubblicati, la tecnica di scrittura resta identica: il racconto è un fiume che sembra dividersi al principio in tanti rigagnoli che sembrano portare finanche più lontano del dovuto il lettore. Conosciamo le abitudini quotidiane del cronista, lo seguiamo nelle sue trattorie, ri-scopriamo luoghi di Rossano e Corigliano che assumono tutta una veste nuova se ri-letti nelle pagine di un romanzo. E poi, dopo la scoperta dell’assassino, il consueto e ormai tradizionale ultimo capitolo in cui siamo all’inizio della storia e viviamo gli istanti del delitto come se fossimo nella stanza del fatto di sangue.

La scrittura di Sapia non scade mai nella retorica. La ricerca di novità nella vita dell’Amato uomo oltre che di investigatore aiuta a rendere meno statiche le situazioni raccontate. L’uso del dialetto garantisce al racconto più vivacità, più realismo. Ed è comunque un tributo alla Rossano tanto amata dall’Autore (e ci perdoni il buon Francesco Sapia se non insistiamo sulla denominazione Corigliano Rossano…).

Il delitto al centro del racconto non è di quelli roboanti e clamorosi, così come nelle puntate precedenti. Siamo qui da noi a Corissano, mica a Garlasco. Tutto è più credibile, riconoscibile come possibile. Anche la soluzione del caso non è miracolista e, con un po’ di attenzione in più, il lettore più smaliziato ci può arrivare anche da solo, senza aspettarsi il colpo di scena che tanta fortuna regala ad altri Autori del Genere. Sotto quest’aspetto, il terzo romanzo di Sapia ricorda un po’ lo stile del miglior Lucarelli. Con le debite distanze, ovviamente.

Tutto bene, quindi? Si e no, non ce ne voglia il nostro vecchio cronista del Piccolo. In effetti in questa terza fatica letteraria, l’Autore dà l’impressione di cercare di scavare di più nella psiche dei personaggi, di soffermarsi in modo meno casuale o superficiale sulla loto personalità. Il tentativo è lodevole ma, forse, ne paga dazio la suspense del racconto e, a lungo andare, il mistero del delitto (che dovrebbe essere l’asse portante del romanzo) lascia spazio a tutto il resto, come perdendo smalto, mordente. Tanto lo sappiamo che, alla fine, Amato lo scoprirà il colpevole: allora concentriamoci su altro.

Forse questo esperimento… questa terra di mezzo della scrittura di Francesco Sapia arriverà al suo obiettivo, alla sua maturità, nel prossimo capitolo. D’altronde, gli Autori camminano e crescono come i loro personaggi: e, a ogni occasione, ecco lì una nuova tessera al mosaico complessivo della loro formazione. Così succede con Sapia, al quale auguriamo un lungo cammino futuro tra penna e libreria. Aspettando di sapere se, in futuro, Titti riuscirà a sposarselo il suo giornalista.

Nel frattempo cercatelo, compratelo e leggetelo questo giallo. Sarà comunque un piacere andare un po’ in giro con Rocco Amato.

Francesco Sapia, Il prezzo della LibertàScatole Parlanti Ed. 2025

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