Fiore di Giugno

Ci sono certe parole

che si perdono: è un

istante e il vento se

le porta via, le labbra

ne baciano le sillabe,

la testa ne sciupa il

ricordo che sa di sale.

Un tramonto e già se

ne va un granello di

mille vite: tu rammenti

il senso di quel che

fu di quell’esistenze?

In un piatto fiorisce

d’improvviso un gelso:

molle carne di terra,

zucchero che la saliva

scioglie e rende come

rugiada. Gli occhi vi

si smarriscono e subito

è resurrezione di altri

giorni, altri nomi e

respiri. Veloce, quel

fiore sbiadisce.

E neppure il Poeta

sa come scriverle più 

belle le sillabe che

possono salvarci o

dannarci per sempre.

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