La notte che mancherà

Sarà una lunga notte. Buia, senza tanti suoni. Senza una luna amica, senza l’ansia buona di prima. Sarà una brutta notte. Ma non sarà quella.

Poco più di un mese. Ma senza le settimane di sempre. Una generazione che vivrà, certo. Ma ce la ritroveremo un po’ morta dentro. Le abbiamo rubato i tre mesi più belli dei loro vent’anni. I pronostici su quello che avrebbero trovato a giugno. Gli appunti su cui studiare. Le richieste di aiuto ai prof.

Abbiamo cancellato i preparativi della loro festa dei Cento Giorni. Non li abbiamo visti arrivare a scuola tutti eleganti e tirati come per un matrimonio. Tacchi a spillo, trucco anche esagerato a volte. Capelli perfetti e giacche alla moda. Avrebbero invaso corridoi e aule: e giù selfie anche con la prof meno amata.

Non avranno paura il giorno prima degli Scritti. Il rito delle due penne nere e dei cento vocabolari mai usati prima non si ripeterà stavolta. Neppure l’ingegno sui metodi con cui nascondersi qualche compito fatto a casa andrà in scena a giugno. Si arriverà con le mascherine per un’ora di parole. E ciao.

Credete che siano contenti per questi sconti? Non li conoscete. Ai vostri ragazzi già mancano queste ansie. Non le potranno raccontare. Non avranno il ricordo di una vigilia consumata a maledire Ungaretti o la piramide alimentare. Riapriranno gli occhi e sarà già tempo di Università. O di caccia al primo lavoro.

Andrà così. Andrà veloce. E la notte più attesa, quella prima degli Esami, sarà un cielo scuro scuro e senza le canzoni di Venditti. Nulla per cui festeggiare alla fine, niente che valga la pena di raccontare a quelli del quart’anno. Un dovere e basta: una pillola da mandare giù in fretta che tanto tutto passa.

E passerà, infatti. Come se non ci fosse mai stato. Senza neppure una foto, tutti insieme, dopo…

3 commenti su “La notte che mancherà”

  1. Concordo caro prof. Si continua a spegnere il desiderio ,l’attesa l’ansia, tutti ingredienti necessari per diventare (grandi) e non cadere nell’indifferenza il male del secondo dei nostri giovani .

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