E ci svegliammo, infine

Il Covid-19? Meglio di Cristoforo Colombo. Perché in Italia c’è voluto lui, il virus, per scoprire l’America. O soltanto l’acqua calda.

Una primavera è bastata. L’orrore delle troppe vittime innocenti di uno Stivale che si è riscoperto nudo. Indifeso. E poi la battaglia coatta nei nostri appartamenti, con i ragazzi lontani dai banchi di sempre, le piazze e i lungomari deserti. Pochi giorni e addio normalità. E via alla tarantella del nulla sarà più come prima.

D’improvviso, ora, sappiamo che… e soltanto ora. Per esempio, ci accorgiamo tutti che abbiamo distrutto la Sanità Pubblica. Anno dopo anno, ora la Sinistra ora la Destra, abbiamo smantellato ospedali ovunque. E tagliato, risparmiato, spogliato ogni tipo di presidio sanitario possibile. E tutti zitti. E tutti buoni.

Via il pubblico, avanti il privato. A cominciare dai medici poco angeli dell’altro ieri che magari ci hanno chiesto di pagare per le visite specialistiche comunque fatte in qualche struttura pubblica. Fino ad arrivare ai politici e relativi commissari che hanno sempre strizzato l’occhio per la Clinica amica. E ora piangiamo?

Fosse soltanto questo. Adesso ci accorgiamo pure di altro. Che la Scuola italiana è un mosaico di classi pollaio. Hai capito che scoperta? Per decenni si è risparmiato pure in questo settore e adesso gridiamo allo scandalo. Ora, che non si possono più infilare venticinque ragazzi in venti metri quadrati, cominciamo a pensare a una soluzione per garantire dignità e igiene a chi vive e lavora in aula.

Tutto qui? No, ovvio. Viene anche ridiscusso il ruolo dell’Europa. E così i conti del welfare, ovvero di quel mix di interventi e progettualità a vantaggio del sociale. Anche le condizioni degli operai nelle fabbriche conquistano le prime pagine dei giornali italici. Il Palazzo ha capito che costa di meno prevenire che curare e ha l’intenzione di investire in protocolli di sicurezza prima di dover piangere sulle bare di troppi innocenti come sulla crisi economica di uno stop alla produzione nazionale.

C’è voluta una pandemia, per svegliarsi. I morti, la quarantena, la nazione a pezzi, in ginocchio. C’è voluta questa primavera senza colori. Senza feste, senza mai un week end vero. Le nostre scuole chiuse. Le macerie nei nostri ospedali. La gente incatenata ai divani. Il terrore di non uscirne vivi. C’è voluto il peggio.

Buongiorno, Italia. Impara a tenere gli occhi aperti. Ora o mai più.

2 commenti su “E ci svegliammo, infine”

  1. Il fatto è che ,lasciando da parte la destra la quale rispondeva al sua DNA, la vera disgrazia ci è arrivati dalla sinistra la quale dimenticando volutamente il proprio ruolo di contrasto alla destra unicamente per bilanciare le libertà onde non depennare i diritti con la scusa che dall’altra parte c’era il signor B che avrebbe distrutto il nostro bel paese allora tutti a votare per i vari mortadella di turno come se questi portassero avanti come custodi i valori della uguaglianza e della libertà ma così non è stato dato che i maggiori disastri in tema di privatizzazioni e di liberalizzazioni sono venuti proprio dalla cs sedicente sinistra. L’appiattimento in termini politici ai voleri di chi si riconosce nel neoliberismo ci ha portati a questo sfacelo quindi si speriamo davvero che le cose cambino ma ho dubbi al riguardo perché prevarrà la politica del gattopardo tanto cara all’italia .

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