Quel diritto scordato

I miei studenti mi chiedono perché facciamo scuola a distanza. Non si va in aula, non ci sono lezioni. E allora perché?

Ai ragazzi è permesso coltivare certi interrogativi. Agli adulti no. Mai. Perché i più giovani hanno il diritto di non sapere tutte le regole che ci fanno da traccia ogni giorno. I loro genitori no: certe amnesie non sono permesse affatto.

Perché, dunque, stiamo ore su internet a fare comunque lezione? Ecco perché: e giù un’ora a parlare della nostra Costituzione. Sono due le questioni che interessano, nello specifico caso: il Diritto allo Studio e quello alla Salute.

Fermiamoci qui. Questa che leggete è solo una pagina di diario. Mica la replica di una lezioncina scolastica. E poi, ne sono sicuro, chi legge certe questioni le conosce molto meglio e di più di chi sta scrivendo. Magari, però, non se le ricorda. Ed è questo il guaio.

E fintanto non ricordiamo il Diritto allo Studio… oddio: già è grave, ce lo dobbiamo dire. Perché senza questo paletto costituzionale, ancora a scuola andrebbero solo i ricchi e, chi sa: magari tanti di quei medici che oggi salvano la vita alla gente non sarebbero lì dove stanno.

Passi per la Scuola. Epperò la scarsa memoria per il Diritto alla Salute fa venire brividi pesanti lungo la schiena. In questo caso la Costituzione è molto più giovane di tanti di noi che spesso ne contestano la validità, l’attualità. E ci urla certe regole che non abbiamo.

Ce le urla da sempre. Non solo mentre abbiamo il terrore del virus e dei danni che può fare in alcune Periferie senza nulla: strutture, medici e attrezzature. Ce le urla ogni giorno, a ogni scandalo, a ogni mazzetta. Ce le urla e noi non l’ascoltiamo.

I ragazzi, invece, ascoltano anche questo. Qualcuno sbadiglia. Un altro prende appunti in cam, magari in pigiama. Prof, quando torniamo a scuola vera? Ci sta pure la domanda meno opportuna, quando si fa lezione a distanza. Intanto, però, un seme lo lanci e chi sa. Tutto può succedere.

Peggio di me e di voi questi ragazzi non potranno esserlo. Per questo ci arrampichiamo sugli specchi e continuiamo a rompergli le palle con le nostre lezioni. Per questo la Costituzione ci impone di esserci, in ogni caso e con ogni mezzo. E fanculo internet che non va.

Pure così si va in guerra contro il Covid-19. E quando il peggio sarà solo un ricordo, guai a non ripassarla tutti insieme la nostra Costituzione.

(Trebisacce, 31 marzo 2020)

Un commento su “Quel diritto scordato”

  1. I diritti sanciti dalla nostra Costituzione dono sacrosanti e irrinunciabili per un Paese libero e democratico.Li diamo per scontato e non capiamo che occorre il nostro impegno affinchè si realizzino.Per esempio il diritto all’istruzione garantisce l’accesso a tutti ma non significa che il conseguimento delle competenze non ci sia da “sudare”.i doveri e la fatica non ci appartengono per cui invece di apprezzare che anche in questa emergenza la scuola si attiva per continuare a garantire un diritto, ci lamentiamo per i disservizi o la maggiore fatica che la didattica a distanza comportano.

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