Non sono eroi

Come certe foto eroiche della Grande Guerra. Un soldato avanza a petto nudo. Senza alcuna difesa. Contro le baionette.

In Tv è facile parlare. Sui Social anche di più. Tutti analisti e reporter. Occhio che sono usciti i nuovi dati della Protezione Civile. Hai sentito che ha detto la Santelli? Certo che in Puglia, Emiliano… Comunque, nessuna paura: ce la faremo.

Si. Ne usciremo. Ma non oggi. Forse tra qualche settimana. Un mese. E intanto? Tutti ad applaudire chi, disarmato come il soldato dell’inizio, combatte il virus dell’anno bisestile. Ed ecco altre foto eroiche: magari quella di un medico che sta seduto. A respirare.

Solo. In un corridoio che racconta di mille scarpe e altrettante urla: e bestemmie. E lacrime. E magari si chiede, intanto che riprende fiato, come sia successo che attorno manchi tutto, specie al Sud. E come sia possibile che uno non abbia più turni di riposo.

Intanto sui balconi si canta, per esorcizzare la paura. Intanto in Tv si ringrazia quel medico e altri mille infermieri con lui. Eroi. Ora sono degli eroi. Un mese fa invece, che strana la vita, ogni sera guardavi un telegiornale e c’era la notizia di una rissa in ospedale.

Ora sono eroi. Soltanto perché fanno il loro lavoro. In verità, anche più del loro lavoro. Dagli ultimi ospedali della Calabria Citra, per esempio, mi raccontano di un’emergenza infinita a cui dare sollievo con il solo sacrificio di chi vi opera. Un giorno ci chiederemo perché?

Non ora. Perché hanno ragione quelli che dicono niente polemiche. C’è una guerra in corso e in battaglia si combatte, non si parla. Allora sia lotta e lo è, anche qui dove hanno spogliato altare e sagrestia. Nei presidi di Corigliano, di Rossano, di Castrovillari. E alzi la mano chi si ricorda quelli cancellati – e oggi necessari come non mai – di Trebisacce e di Cariati.

Guerra, allora. Una guerra combattuta in trincee senza tante armi. Ma con l’orgoglio e la professionalità di chi non si arrende comunque. Sia quel che sia, fino all’ultima cannonata del nemico. Perché anche qui il virus maledetto non avrà vita facile. Ci sono i soldati giusti.

Non sono eroi, però. Sono uomini e donne. Forti. Grandi.

Grazie. Soltanto questo.

(Calabria Citra, 18 marzo 2020)

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