Freccia, Greta e diesel

Si può festeggiare un treno? E una ragazzina può da sola cambiare il mondo? Domande. E relative polemiche griffate 2019.

Cosa resterà degli ultimi dodici mesi? Qualche nuovo sindaco, qui e lì, portatore forse di qualche cambiamento. Piccoli e grandi avvenimenti delle nostre contrade. L’immancabile delusione in ogni campo. E due o tre episodi in particolare in cui siamo stati bravi solo a litigare.

Per esempio? Arriva il Frecciargento anche nella Sibaritide. L’urlo mondiale di Greta fa giovani proseliti pure lungo la costa jonica. Nell’un caso e nell’altro ci sta chi plaude con ottimismo. Ma anche chi storce il naso. Cosa vuoi fare festa per un servizio, il treno veloce, che arriva quasi sulle ceneri del 2019, mentre altrove è qualcosa di normale? Cosa vuoi dare credito a dei giovani che oggi protestano ma poi restano i dipendenti di sempre delle loro merendine e delle loro lattine di Coca Cola?

In terra di Calafrica va così. E Greta, qui come nella Penisola, tra le altre cose paga anche il fatto di essere una donna. Perché siamo tutti moderni ed evoluti ma… alla fine il sessismo è regola quotidiana. Quando si può dare in testa a un personaggio di sesso femminile, siamo tutti bravi. In buona pace dei comizi sulla parità di genere.

Per il Frecciargento la questione è anche più seria. Il treno veloce sarà ancora in funzione tra un anno o sarà stata solo l’ennesima promessa da marinaio di qualcuno? L’interrogativo ci sta tutto ma forse è un comodo alibi per non farsi altre domande. E una su tutte: chi ha contribuito a distruggere il trasporto ferroviario nella Calabria jonica?

Non ammazzatevi a trovare la risposta: sono stati i signori del trasporto su gomma. Tutti quelli che si sono pappati il trasporto pubblico con i loro autobus. Che decidono prezzi e orari spesso assurdi, alla faccia delle reali necessità dei pendolari. Gli stessi che hanno aiuti pubblici e che qualche pedina politica la muovono sempre per conservare lo status quo che li riguarda.

E vi scandalizzate se la Regione Calabria contribuisce cash al nuovo treno veloce? Identici contributi, anzi maggiori, finiscono nei bilanci delle tante Aziende private che percorrono l’asfalto calabrese. Nessuno ha una sola parola di biasimo, in tal senso? In Periferia, in questo modo il Conte-bis vuole realizzare la nuova Italia verde?

Finché si finanzierà questo oceano di diesel su gomma, ogni proposito ecologico andrà a farsi benedire in Calafrica. Se ne faccia una ragione anche la giovane Greta. Qui è un mondo a parte. Un mondo lento, che sta a festeggiare per poco e che si abitua a tutto. Da sempre e anche durante il 2019 già in soffitta. E buon viaggio ai sognatori.

Il nuovo anno cambierà le carte in tavola? Chi sa: preparate le valigie, comunque. Avanti c’è posto

Avanti c’è posto – 1942

2 commenti su “Freccia, Greta e diesel”

  1. Freccia sì, ma quella per giocare a fare gli indiani! Un giocattolino di discarica, tolto dai binari di un Nord esigente che lo ha dismesso e lo ha mandato giù al Sud nel mercato dell’usato dove invece è acclamato.

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