L’esperimento che non piace a Cosenza

Forse non è stato un grande affare. Ma ora c’è. Ed è comunque una chance.

Conto alla rovescia dalle parti di Corsano. Si vota per il primo Consiglio comunale della nuova mega realtà urbana della Sibaritide e non solo gli elettori locali trattengono il respiro. Affare o meno che sia, l’esperimento in atto è intrigante per l’intera costa jonica.

Del resto, è una vita che quest’area sogna di liberarsi dal giogo cosentino. A parole, tutti proclamano l’autonomia rispetto ai boss politici di Cosenza ma poi, nei fatti, è (ancora) un’altra cosa. Può la nuova città essere la soluzione per tutti? Forse si, ma non è semplice.

A Cosenza, infatti, i vecchi burattinai hanno subito capito il rischio che corrono e non hanno nessuna intenzione di mollare la presa. E allora continuano a fare come sempre, a Destra e a Sinistra: tarpano le ali ai nomi emergenti, rallentano i processi politici in atto, scatenano i propri burattini per arginare l’orgoglio locale.

Sotto queste nuvole scure vanno in scena riunioni e abboccamenti pre-elettorali. E se pure la voglia di fare la rivoluzione è tanta, al momento non si vola alto né si entusiasma più di tanto l’elettorato. Anzi: quasi quasi pare che sia più il territorio limitrofo a tifare per la nuova città che non i suoi stessi residenti.

Riusciranno i nostri eroi a guidare la corsa anti-cosentina della costa sibarita? Oppure saranno l’esito negativo di un pur lodevole esperimento politico fine a sé stesso? La scommessa è importante e sarà un guaio serio in caso di sconfitta. Resterà, forse, da guardare a nord di Rocca Imperiale cercando alleati lucani e pugliesi. Tutto, fuorché continuare a essere una colonia politica silana.

Cinque mesi e lo sapremo. Molto meno tempo per giocarsi al meglio la partita. Carte scoperte, signori: stavolta chi bluffa perde due volte.

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