Istruzione a chi?

Sarà una mattina gelida ovunque per le scuole in terra di di Calafrica. Le aule saranno fredde dopo il gelo recente e per essere rimaste chiuse per quasi due settimane.

Pazienza. Piano piano, anche con il solo vapore del respiro, allievi e docenti si riscalderanno e sembrerà a tutti di rivivere la magia del presepe, pur senza poter contare del bue e dell’asinello. Qualcuno, poi, si lamenterà pure dell’accaduto e, per lo più, sul banco degli imputati si accomoderanno i dirigenti scolastici. Alleluia.

Pazienza. Anche stavolta la Scuola locale (intesa come mondo scolastico) socchiuderà gli occhi e aspetterà che la burrasca – in tutti i sensi – passi. Piano piano riprenderà la consueta didattica, si organizzeranno consigli e incontri con le famiglie, si veleggerà spediti verso la primavera e i suoi primi caldi. Tutto come sempre, bene o male. Evviva.

Pazienza. Pure se della Scuola locale (e non soltanto di essa) ormai non frega più a nessuno. Neppure a tanti dei docenti, sempre incacchiati per lo stipendio da fame che gli danno. Così agli allievi, a cui preme di più il rapper alla moda o il nuovo cellulare. Per non dire delle famiglie, sempre più assenti salvo che per polemizzare con gli addetti ai lavori. O degli amministratori, i banchi non portano grandi numeri in fatto di voti. Mannaggia.

Pazienza. Tanto prima o poi qualcuno che in un salotto o su un palco parli della Scuola (comunque pur’essa bacino elettorale), dei suoi guai, delle soluzioni (sic), di ciò che va cambiato, di chi non vi lavora bene… beh qualcuno ci sarà eccome, potete starne certi. E avrà verità assolute che faranno vergognare quei rubasoldi che a scuola ci vanno per tenerla in piedi con quattro noci e tanta amarezza. Da soli contro tutti e tutto. Da molto, troppo tempo. Diomio.

Pazienza?

Trebisacce, 7 gennaio 2019

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