Inutilmente vado

Inutilmente vado
cercando luoghi dove

pure i disperati abbiano
patria. Oggi sono ciò
che mai amai essere,
l’ombra d’un animo
che non ha lingua.
Offrimi solo un poco
del tuo silenzio e,
credimi, Già mi avrai
salvato. Il mendicante
fa così, ogni ora, per
ogni vita possibile:
porge i calli della mano
e attende. Aspetto pur’io
quell’attimo che sa di
magia. Un istante soltanto,
l’eco d’una carezza o
forse un verbo, chi può
mai saperlo con certezza?
Ma non mi illudo. Lo
so bene che il cielo
è troppo azzurro per
chi ha mille eclissi
in petto. Ascoltami…

(19 giugno 2012)

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