Piano piano…

Questa è una storia da post-Covid. Né triste né allegra. Una cosetta che manco le dai troppo peso se non ci fai caso. Eppure…

In una gelateria sullo Jonio, una domenica al tramonto. A Cariati, per essere precisi. Sul tavolo ci sta l’indicazione del cosiddetto menu digitale: tramite il cellulare uno può sapere che prodotti ordinare e a quale costo. Questo perché, al momento, non si possono usare i vecchi menu cartacei.

Anche da noi, quindi, c’è chi sta al passo con i tempi. A Villapiana, per esempio, in una nota e affollata pizzeria del Lido. Ma anche sul mare a Rossano. Insomma: non siamo sempre gli ultimi della fila quando ci sta da aggiornarsi e rispettare le nuove regole. Ma è proprio così?

Sarà un caso ma… in due differenti cene coriglianesi il nuovo menu è il cameriere. Che arriva al tavolo per la comanda e lo annuncia con un sorriso grande come una casa: Il menu? Signori, sono io il menu. E in effetti sciorina le varie pietanze dopo un altro input all’esordio: Se vi serve saperli, chiedetemi pure i prezzi.

C’è gente tutt’attorno. Non è manco una questione di timidezza. Ascolti e non chiedi nulla sul costo del menu. Non lo fa quasi nessuno, pare brutto. Magari, però, in testa due conticini te li fai…mica sei Onassis. E alla fine? Sempre una sorpresa in negativo, sempre qualche euro in più da pagare. Magari (pure) senza una ricevuta

E va bene: è estate. Sempre a lamentarvi… e poi il Covid, qui, è sempre più lontano. Tanto che in qualche locale sparisce il gel… poi scompaiono le mascherine… poi va a farsi benedire il distanziamento. E fanculo alle paure da pandemia. Fanculo a Conte e fanculo a Roma. La vita va presa a morsi… costi quel che costi (il conto… canta).

L’importante è la salute. No?

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