La nostra ansia muta

Mi accodo  al discorso che faceva Emilio qualche giorno fa a proposito del fatto di cronaca del ragazzo ucciso a sangue freddo in parte risolto dai  inquirenti.

Giovane, il morto ammazzato, giovane, il suo assassino. E gli altri giovani di Corigliano Rossano? Emilio esprimeva sconcerto per il fatto che nonostante il morto per strada la vita il divertimento continuava, neanche un solo istante di riflessione!

Una riflessione la voglio fare io, su un messaggio WhatsApp ascoltato in questi giorni su un gruppo di giovani. “Se non la smetti ti sparo un colpo in testa, hahahaha!”. Giuro, che quel  hahahaha mi ha fatto  rimanere di stucco.

Ho subito preso una discussione chiedendo: ma non vi ha indignato, non vi fa riflettere neanche un po’ questo clima da Far West tra le strade della vostra città… tanto più che ci scherzate pure?  Risposta: “Se si faceva i cazzi  suoi, forse…! E poi sono criminali, basta non frequentare certa gente”.

Anche se certi discorsi sono eco degli adulti,  parliamone , discutiamo  con i giovani e spieghiamo loro che in certi casi non si può guardare solo l’orticello proprio, sicuro e protetto. Parliamo dell’ansia in più di noi genitori che abbiamo figli e nipoti che escono il sabato sera, che non si può rischiare di essere ammazzato per una parola sbagliata nel momento sbagliato nel posto sbagliato! 

Non si può rischiare di essere ammazzato per futili motivi!

Patrizia La Grotta

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