Sardinia 2012 – Una terra aspra

In Sardegna giri e trovi quasi sempre le indicazioni turistiche scritte in due lingue. In Italiano e in Inglese? No. Qui alle cose loro ci tengono davvero.

E allora, ecco che sul menu della cena in albergo, e anche in camera, campeggiano le scritte in Sardo. Un bel modo per dirti di rispettare questa Terra e la sua Storia. Bravi.
Dabbasso rispetto al nostro albergo ci sta la spiaggia di Rena Bianca. Incantevole. Il mare è da Caraibi. Guardi verso Nord e ci stanno le isole della Maddalena. Alle loro spalle ansimano le rocce vive della Corsica. Passeggi per decine di metri nell’acqua e non affondi mai nella sabbia, mentre tutt’attorno è uno spettacolo di riflessi di cobalto che quasi ti manca il respiro. Pure chi non ama tantissimo il mare come me ne è rapito.
Fa un caldo boia. La spiaggia si riempie subito e nessuno bada al termometro africano. Un bagno, un secondo. Poi a pranzo, magari al sacco sotto l’ombrellone, e poi di nuovo in acqua. Qui il tempo passa così. O in barca.
Nel tardo pomeriggio si va in giro in auto. Verso il Faro ci sono altre baie prese d’assalto da migliaia di bagnanti. In mezzo ci sta l’area archeologica de “Lu Brandali” con le sue Tombe dei Giganti, un altro posto magico: però qui non c’è la folla delle spiagge. Anzi, a dirla tutta, non ci sta nessuno. La Cultura non tira.
La sera va di scena una cena tipica sarda. La Cucina locale non entusiasma chi ha il palato troppo calabrese. I gusti sardi sono più morbidi, come angoli smussati, meno forti. È il grande nonsenso di questa terra, se possiamo ardire tanto: da una parte ci sta la morfologia aspra del terreno, i suoi accidenti che quasi ti spaventano, i suoi graniti che sembrano travolgerci a ogni passo. E poi ecco questa gentilezza nel gusto, questa morbidezza nel quotidiano più stretto.

Pure questo è affascinante qui. Epperò… saremo provinciali, perdonateci: ma mentre smaltiamo la cena arrampicandoci verso il centro del paese, una nostalgia ci rende suoi ostaggi. E vorremmo tanto trovarsi, proprio ora, davanti il Bistrot della nostra amica Patrizia Servidio, a Cantinella.
Ok, buona notte. Che è meglio.

(22 agosto 2012 – facebook)

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