Il Sud che fa ancora sognare

C’è Sud e Sud. “Gli antichi Greci arrivarono nella Sibaritide e dissero che era la nuova California”: beata ignoranza. In Tv è morta l’autorevolezza. Basta che hai i soldi e ci vai a pontificare. Non hai nulla da dire e ci resti ospite fisso stagione per stagione.

Gli Elleni vennero e restarono colpiti dai pini che dalle colline scivolavano fino alle onde joniche. E fondarono le loro Colonie. Nasceva così la Magna Grecia. Sullo Jonio l’ulivo, la pianta sacra ad Atena, cominciò a fare piazza pulita dei prati di pinoli. La Storia non è una barzelletta e va studiata. Se no chiunque si alza la mattina e predica. Magari in Tv.
Anche la Geografia è materia da studio. Specie quella “Politica”. Per questo dico che ci sta Sud e Sud. Il solo “campanile” non basta. In queste ore mi rilasso in un week end “senza pensieri”, o quasi. E vivo un Mezzogiorno che ti fa inorgoglire, per cui va bene essere finanche “terroni”. Mica sto nella mondana Taormina né nella cara (economicamente parlando) Capri. Non sto nel Salento lontano o nell’arrogante Penisola di Amalfi. No.
Sto e un’ora e mezzo da casa. Nella povera, bistrattata Basilicata, la “mia” Lucania terra di Lupi e di Briganti. Qui tutto trasuda povertà millenaria: eppure… c’è come un orgoglio intelligente a moderare gli eccessi di certe poco raccomandabili eredità. Qui, per esempio, sono riusciti in quello che nella mia Sibaritide sembra un miracolo irrealizzabile: l’estate balneare e popolare finisce a Settembre, non certo a Ferragosto.
Come hanno fatto? Certo, la Natura ci ha messo del suo: respiro il rullare lento del Tirreno, il mare che ai famosi “antichi Greci” ispirò Miti sconosciuti alla costa ionica, a cominciare dallo sfortunato Palinuro. Ma basta la Natura per progettare il proprio sviluppo? No, è sicuro.
Qui la sensazione è un’altra. Qui, per esempio, hai il senso di una passione aliena ai moderni Sibariti: i centri storici sono vissuti, vivi, non stuprati dal quarzo alle pareti e dall’alluminio agli infissi. Qui la gente ti saluta quando entri in un locale pubblico e la parola “Grazie” non è un optional da festeggiare come la vittoria milionaria a chi sa quale “Gratta & Vinci”.
Bisogna volersi bene. E qui se ne vogliono un sacco. Hanno capito come si coniugano i verbi dello Sviluppo, almeno ci tentano. Senza i gigantismi inutili della mia Sibaritide. Senza tante chiacchiere. Abbozzando finanche un sorriso in più quando gli fai l’ennesima domanda inutile. Qui il Tempo pare scorrere lento, lento… e invece corre rapido come non mai verso il Futuro, in un vortice di istanti che, colti tutti insieme, fanno bene al cuore di chi ancora ama i grandi temi del nostro Meridionalismo. Non succede chi sa dove, solo oltre l’angolo del Pollino calabro-lucano. A pochi minuti da casa mia.
Che rabbia!

(26 agosto 2011 – facebook)

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