Ora Pasqualina si metta da parte

Raccontano di riunioni avvelenate dalle parti del Pdl calabrese. Di correnti interne, vedi quella dei fratelli Gentile, pronte a gettare a mare, a breve termine, la Giunta di Corigliano. C’è chi comunque difende la barca e mostra i muscoli contro giornalisti e giudici.

C’è anche chi sussurra di peggio. Ovvero di una seconda Operazione anti-mafia pronta ad abbattersi su Corigliano. E stavolta la Politica non ci entrerebbe dalla porta di servizio, bensì da quella principale. Con il sindaco in prima fila.

C’è chi, invece, non parla. O lo fa nelle segrete stanze, ai piani alti del “Palazzo” coriglianese. Se non, peggio, alle spalle di chi fa finta di continuare a “servire”: e non solo sotto l’aspetto politico.

E lei? Mentre già si fa il conto alla rovescia rispetto al Consiglio comunale del dopo-“Santa Tecla”, c’è una giovane donna che non riesce più a guadagnarsi neppure uno straccio di solidarietà umana. Perché chi la difende a oltranza lo fa per proteggere il proprio orticello. E chi non le fa manco uno sconto, è solo per prenderselo lui quello stesso “orticello”.

Pasqualina Straface, ossia “dalle stelle alle stalle”. D’improvviso ogni sogno non esiste più per l’attuale sindaco. C’era chi già l’immaginava parlamentare. Ora è soltanto “la sorella di due presunti ‘ndranghetisti”. Ora deve solo cercare di restare a galla. Fino alla prossima mareggiata.

Sia chiaro. Chi scrive non ha dubbi a riguardo: la Straface deve dimettersi. Di più: devono dimettersi i suoi colleghi di cordata politica. Lo devono fare anche quelli della minoranza. Qui, oggi, non è in gioco una supremazia elettorale, no. Ci sta una città che va difesa con un segnale forte, capace di andare oltre ogni peggior sospetto possibile.

Eppure… ci sta lei, la Pasqualina “pasionaria”, quella che qualche voto se l’è preso per strada anche soltanto per la sua presenza tra la gente. Quella a cui si dava il tu. E a cui era lecito farsi scappare anche qualche complimento per l’avvenenza fisica.

Cosa sta pensando, Pasqualina, adesso? Come va al Consiglio comunale più importante della sua vita? Dimessa, forse: pronta a gettare la spugna, a cercare sollievo e difesa dagli alleati. E comprensione finanche da chi l’ha sempre avversata. Oppure ha già pronto l’elmetto per rimandare al mittente ogni accusa di sorta? Decisa, forse: allenata per la partita dell’anno, sapendo che tanti tifosi stavolta staranno dall’altra parte.

Che sta pensando, allora? Di presentare la Pasqualina-pasionaria oppure la Straface-dimaniana? Nessuno lo sa. E forse neppure ciò che accadrà in Consiglio ce lo svelerà del tutto. Comunque vadano le cose, i dubbi resteranno numerosi e ancora peggio sarà per i sospetti. Dimissioni dovevano essere ma subito. Senza ascoltare chi, nella maggioranza, ha convinto il sindaco a restare sulla sua poltrona.

Ora, c’è da rimediare. Un’ultima carta resta in mano a Pasqualina Straface. Non ascolti i Dima e i Caputo. Non guardi verso i banchi dove siedono i Russo e i Curia. Neppure un’occhiatina fugace verso le poltrone targate “Pd” può essere utile, anzi. Chiuda gli occhi, il sindaco. E sia retorica come questa nostra analisi.

Pensi alla sua città. Soltanto a essa. La Giustizia farà il suo corso. La Politica si prenderà i suoi tempi. Ma da domani. Oggi no: c’è soltanto Corigliano. E forse solo su questo punto Pasqualina non ha mai bluffato, cioè sull’amore che ha per Corigliano. Lo dimostri. Anche se sarà una prova dura e dolorosa.

Si metta da parte. Sia lei a farlo per prima. Subito.

(26 agosto 2010)

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