Ici Paris.3 – Scivolando per la Senna

Pensierino per la colazione. I Francesi sono convinti che noialtri siamo sporchi. Non capiscono infatti a cosa ci serva il bidet né apprezzano la nostra abitudine a lavarci a pezzi in alcune occasioni.

Loro hanno vasca e doccia e basta. La mattina si lavano in toto e buona giornata. Poi, lavorano, arrivano in bici all’ufficio, corrono in lungo e largo. Suderanno, avranno pure un bisogno piccolo o grande, no?

È possibile che se la facciano un’altra doccia in giornata. Forse negli uffici o nei negozi dove lavorano hanno delle docce. Forse no… più no che si, a dare credito a certi odorini che si sentono in giro. Come se non bastassero i turisti stranieri. Pure i residenti locali ci si mettono a un certo punto della giornata. In un tripudio di ascelle e intimità… dimenticate che ti fanno compagnia allegramente.

Ma ora voliamo alto. Il Louvre è un tempio laico che fa tremare le ginocchia. In poche ore se ne gode giusto l’essenziale. Per chi ha amato un po’ studiare è un ripasso eccezionale e anche emozionante. Gli Americani cercano tutti «Mona Lisà», perché l’Italia ha sempre il suo bel richiamo ovunque. Tuttavia, una passeggiata tra le sale della Mesopotamia e dell’Antico Egitto vale da sola il costo del biglietto.

Per non dire dei reperti greci. La Venere di Milo se la corteggiano tanti visitatori. Le ragazze storcono il naso: ma come, è quella la Dea più bella dell’Olimpo? Con due tette piccole piccole e un culone esagerato? Vaglielo a spiegare il valore della fecondità, nell’Antichità, e quindi anche dell’importanza dei fianchi larghi legati alla maggiore facilità di sfornare figli. Sarà per un’altra volta.

Siamo nelle sale dedicate ai Pittori Italiani. Tutti si affannano a cercare la Gioconda e intanto passano oltre la Madonna delle Rocce o il Giovanni Battista dello stesso Leonardo Da Vinci. Per non dire dei Tiziano e compagnia bella. Comunque, eccoci nella Sala 6 ed ecco lei, Monna Lisa. Tutta ‘sta corsa per sto quadretto piccino picció, con una ressa che non ti dico, i riflessi esagerati nel cristallo di protezione… ti sposti per andartene ed ecco il miracolo: Monna Lisa ti osserva in ogni angolo della sala in cui ti vai a mettere. Genio d’un Da Vinci. Davvero un’opera magica.

La Senna ci accompagna alla Torre Eiffel. È un gigante di acciaio alto oltre trecento metri. Finanche sgraziato. Eppure… C’è un problema tecnico per cui funziona un solo ascensore. Ci facciamo i primi due piani a piedi. Poi, ed è ora, ci imbarcano nel secondo ascensore ed eccoci in alto, alla Sommet: 280 metri sul suolo. Parigi di sotto, bellissima. Il cielo che si fa sfiorare. E il vento. Irripetibile.

Così per la navigazione della Senna. Specie a sera. È sabato e la gioventù parigina si raccoglie tutta nei grandi parchi o lungo le rive del fiume cittadino. Ballano, parlano, mangiano. In modo informale e sorridente sanno vivere la vita. Magari sapessero fare lo stesso i nostri giovani della Calafrica, che invece si vergognano finanche a frequentare un bar se «non alla moda». Che rabbia.

Pensierino della notte. La metropolitana di Parigi proprio non la digerisco. Intanto è sporca. Poi puzza ovunque di urina. E a tarda ora è la patria di minacciose bande giovanili. Londra è decisamente un altro pianeta. Ma che importa: domani arriva il Tour e la città si colorerà d’oro. Ancora qualche ora e sarà festa, come conviene alla Patria della Luce. Nonostante tutto. Evvai.

(26 luglio 2012 – facebook)

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