A lezione di Antimafia

Caldo. A dire «Basta». E poca gente. Alla fine riusciamo ad accogliere a Corigliano il gotha provinciale di Libera. Quattro loro, sei noi locali.

Sabrina Garofalo è il referente provinciale dell’Associazione di don Ciotti. Ci dice di non dare grande peso ai numeri, perché ovunque è dura mettere assieme la gente su certi temi. Anche a Cosenza città non festeggiano sotto quest’aspetto.

Abbiamo voluto contattare Libera per andare oltre le nostre conoscenze del concetto stesso di antimafia. Il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene a fidarci di una simile realtà. Nel peggiore dei casi, torneremo alle nostre piccole, spesso anonime e sempre amare barricate. Intanto ci mettiamo alla prova. E così facciamo con i rappresentanti silani di Libera: e se son rose, fioriranno.

Intanto ne discutiamo, ci guardiamo in faccia. E se siamo pochi, lo dobbiamo alla solita pigrizia nostrana, per non dire di peggio. Perché un po’ di inviti informali li abbiamo fatti, alla vigilia del rendez vous con Sabrina e colleghi. Ma sono tutti occupati altrove, alla fine. Tutti stanchi, tutti al mare. Da noi funziona così: le grandi adunate le intaschi solo per la chiamata politica. Amen.

Va bene così, va bene lo stesso. Ma almeno risparmiamoci certi discorsi di libertà, e di legalità, e di cultura, e di filosofia varia, quando siamo nei bar o all’ombra di qualche ombrellone. E così per certi link battaglieri che ci rompono l’anima su Fb. Stiamoci zitti, almeno, per carità. Tanto, sotto sotto, ci conosciamo tutti e i conti reciproci ce li sappiamo fare bene, al di là delle parate di facciata.

A settembre replicheremo il confronto locale con Libera. Nel frattempo ci sono delle date provinciali a cui partecipare da semplici cittadini che hanno la voglia di esserci di testimoniare uno straccio di impegno. Meno link e più presenza, può essere questa la medicina all’apatia di sempre. Anche perché, stavolta con Libera, non c’è tessera di partito che tenga. Quel che si fa è, diciamo… gratis.

È proprio questo concetto che, al momento, ci affascina: non avere baroni di sorta a cui rendere conto. Ed è con questo spirito che alcuni di noi, per ora, cercano di capire meglio la realtà di Libera. Senza alcun impegno reciproco perché, al limite, se non dovesse scoppiare la passione, ognuno se ne ritornerà al posto suo e amici più di prima. Nella massima libertà di pensiero e di coscienza.

Che sia proprio tanta libertà ad aver spaventato alcuni degli amici che non si sono presentati al primo appuntamento? Può essere. Perché è noto: essere liberi è un lusso costoso. E non bastano certo le sole parole per pagarne il prezzo. Occorre altro.

Altro!

(5 luglio 2012 – facebook)

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