Corigliano – Il sorriso di Nicki

Così si fa. Le Primarie del centosinistra si lasciano alle spalle numeri chiari. E una realtà politica che raccoglie quanto seminato.

Al di là del dato nazionale, a Corigliano vince Vendola. Non nella stretta analisi matematica, campo che premia per poco i Bersaniani locali, ovvero il Pd “ufficiale”. Ma in quella del rapporto di forze, della cosiddetta “militanza”.
Il Sel c’è. Piaccia o meno ai suoi detrattori pure progressisti, Laise e compagni sono presenti in città, ci mettono la faccia, seguono le vicende più spinose anche a costo di farsi nemici eccellenti. Come si diceva un tempo, “stanno in mezzo alla gente”.
È questo il motivo del loro successo nelle urne del week end. Né può valere sempre il predicozzo sul fatto che “erano Primarie nazionali, a livello locale è un’altra cosa”. Per anni a Sinistra si è invocato il ritorno alla Politica dopo le ombre di “Santa Tecla”: ecco, questa era l’occasione giusta per dare un senso a una simile litania. E il Pd nuovo-e-vecchio corso non l’ha colta.
Il Sel si muove. Il Sel vince. Con ogni probabilità, già nelle prossime ore, un qualche faccia a faccia tra alleati potrebbe andare in scena. Per chiarirsi le idee sui dati di domenica, certo. Ma, molto di più, per capire “dove” vuole andare la coalizione progressista nell’imminente marcia verso l’Ariella.
Del resto, che qualcosa non quadri a Sinistra è chiaro da tempo e le Primarie lo hanno solo confermato. La linea-Gioiello per ora non paga, anzi divide. C’è una fronda interna – quella di Genova – che non collabora, bacchetta soltanto. Ci stanno gli alleati – non solo il Sel, vedi Gorgoglione – che non digeriscono certi ammiccamenti più o meno amorosi verso realtà associative avvezze, di recente, a bussare a troppe porte politiche: ieri a Destra, oggi a Sinistra, domani chi può saperlo.
Così non si fa. Il Sel suona la carica in tal senso e in tanti rispondono “presente”. È un appello che mostra più nuda del previsto la leadership locale del Pd. Che deve fare i conti, in ultimo, pure con i quasi duecento voti di Renzi in città: il rottamatore toscano si è presentato ai coriglanesi senza un grande esercito indigeno, forte solo dell’appoggio – pare dell’ultimo minuto – dell’ex assessore Annamaria Brunetti. Lo stesso, il “Pierino” del centrosinistra porta a casa la metà dei voti di Bersani. Peggio, o meglio, di così…
Con questo scenario il Pd deve fare i conti. Poco importa cosa accadrà al ballottaggio. La città ha bisogno di chiarezza. La Sinistra ne ha bisogno. Pure perché, sembra, in città il nuovo sindaco dovrebbe essere votato a marzo. Tanto tempo non ce n’è. Né si può vivere una vigilia del genere restandosene rintanati nella pancia rassicurante di alcuni salotti buoni del luogo. Si volti pagina.
Il Sel lo ha capito. Ha scelto la strada, la gente comune, i suoi problemi. E le Primarie hanno premiato questa strategia. Che ne pensa il segretario Gioiello?

(26 novembre 2012 – facebook)

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